Changer.com - Instant Exchanger

mercoledì 15 maggio 2019

Robot morbidi

ragno-pavone-robot

Da anni i ricercatori stanno sviluppando robot sempre più piccoli per operare in ambienti altrimenti inaccessibili. Uno tra tutti: il corpo umano. La sfida è quella di progettare un automa in grado di operare e muoversi in questo micromondo in un modo efficiente e preciso. Spesso l'ispirazione migliore arriva dalla natura. Lo sanno bene i ricercatori in bioingegneria dell'università Harvard di Cambridge e della Boston University (entrambe nello stato americano del Massachusetts) che hanno messo a punto il prototipo di “robot morbido”, costruito tutto in silicone.


A proposito di robot morbidi: ce ne sono di grandi e indistruttibili
COMPOSTO DA DODICI STRATI. Il robot si ispira al ragno pavone australiano, un ragno davvero singolare, caratterizzato dai suoi colori sgargianti e da una molto articolata danza propiziatoria per l'accoppiamento.  Una prima versione di questo ragno robotico è grande all'incirca come una moneta da un centesimo di dollaro: è stato costruito con dodici strati di silicone più sottili di un capello umano, modellati al laser per formare piccoli canali all'interno dei quali possano fluire acqua o aria. È proprio grazie all'immisione di questi fluidi che il tobot modifica la sua forma, muove le zampe ecc.

Al momento è in grado di compiere 12 tipi di movimenti con un livello di precisione dell'ordine del millesimo di millimetro: una “gentilezza nei movimenti” che, unita alla “morbidità”, potrebbero rendere questi mini robot molto utili in campo medico, con applicazioni che vengono ipotizzate sia nel campo della microchirurgia sia in quello degli esami diagnostici (come alternativa ad alcuni tipi di endoscopia).

Certo, sarà necessario ottenere esemplari di dimensioni ancora più contenute e perfezionare i movimenti, ma potrebbe  non essere lontano il giorno in cui questi micro-robot morbidi inizieranno a migliorare le nostre vite.

Fonte: QUI

martedì 16 aprile 2019

drone bagnino

drone-soccorso



È accaduto al largo delle spiagge di Sagunto, in Spagna:  una donna che faceva il bagno a una settantina di metri dalla riva, si è trovata in difficoltà a causa delle "correnti di risacca" (correnti, spesso sottovalutate, che risucchiano e trascinano verso il largo), tipiche della zona. Per salvarla i bagnini hanno fatto ricorso a un drone.

Il drone ambulanza che salva la vita
Ricevuta una richiesta di soccorso che segnalava un gruppo di bagnanti in pericolo, gli operatori hanno prontamente inviato il quadricottero che (come si vede nel video originale, qui sotto) raggiunto il gruppo nel giro di alcuni secondi, ha calato il giubbotto di salvataggio per aiutare la persona più in difficoltà. L'intervento è stato poi completato da una squadra di soccorso che ha raggiunto il punto con le moto d'acqua. 

SALVATAGGIO IN DIRETTA. Il drone si chiama Auxdron Lifeguard ed è stato messo a punto da due bagnini, puntando su alcuni obiettivi principali: raggiungere più velocemente possibile la persona in pericolo (può toccare i 90 km/h); rilasciare, attraverso un verricello, uno o due giubbotti galleggianti che si gonfiano automaticamente a contatto con l'acqua; inviare in diretta ai soccorritori (in un raggio massimo di 3 km) il video della situazione  per fornire quante più informazioni utili possibili, per esempio per valutare se ci sia bisogno dell'intervento del medico.

Fonte: QUI

mercoledì 20 marzo 2019

La consegna della spesa nel futuro

nuro-1

Gli abitanti di Scottsdale, una piccola cittadina dell’Arizona (Stati Uniti), potrebbero essere i primi al mondo a farsi consegnare la spesa da un robot, o, meglio, da una vettura senza conducente.


Nuro, start-up che opera nel settore dei veicoli autonomi, ha infatti stretto un accordo con Kroger, una delle più diffuse catene a stelle e strisce di supermercati, per avviare un servizio completamente automatico di consegna a domicilio.

Dato che i punti vendita di Kroger sono ben distribuiti sul territorio della città, il servizio opererà su distanze relativamente brevi: obiettivo delle aziende è per ora quello di testare su strada e in condizioni reali l’affidabilità e l’efficienza di questo tipo di consegna.

Uno scherzo scientifico per capire che effetto fa l'auto senza conducente!
PICCOLI ED EFFICIENTI. In una prima fase le consegne verranno effettuate da una flotta di Toyota Prius senza conducente, ma l’obiettivo finale di Nuro è quello di impiegare i suoi R1, piccoli furgoni elettrici dotati di due scomparti che possono contenere ognuno fino a 6 borse della spesa.

Secondo quanto reso noto dall'azienda, R1 è già a un ottimo livello di sviluppo. Come si vede nel video qui sotto, mostra di muoversi sicuro nei percorsi urbani, evita i pedoni, rispetta i segnali e sa interagire con le altre vetture.

NON SOLO LA SPESA. Se il test avrà successo, e Nuro non ha molti dubbi in merito, il servizio potrà essere esteso anche ad altri tipi di recapito, per esempio quelli delle lavanderie o dei documenti.

L’esperimento, che dovrebbe essere avviato nel giro di qualche settimana, permetterà all’azienda di verificare il gradimento di questa nuova tecnologia da parte dei clienti, ma anche il comportamento dei veicoli su strada, insieme a normali vetture guidate dagli esseri umani.

Fonte: QUI

mercoledì 6 febbraio 2019

Grafene

grafene_762180517

La mieloperossidasi, un enzima appartenente alla famiglie delle emoproteine, presente nei nostri polmoni, può biodegradare il grafene: è ancora un'anticipazione, ma se lo studio condotto nell'ambito della Graphene Flagship sarà confermato, si aprirà per il grafene la strada maestra delle applicazioni biomedicali - finora interdetta proprio per via delle incertezze sulle possibili conseguenze dell'accumulo di questo materiale nel corpo umano. Il grafene è il materiale più sottile al mondo, costituito da un solo, singolo strato regolare e stabile di atomi di carbonio: prodotto per caso nel 2004 in un laboratorio inglese, nel 2010 è valso ai suoi scopritori il Nobel per la Fisica.


Grafene: la nuova era dei materiali
Per quanto straordinario, il grafene non ha ancora "pervaso" la nostra vita quotidiana - anche se si può trovare in tracce in costosissime racchette da tennis e in speciali vernici, e se fa da base a una nuova classe di armature militari e giubbotti antiproiettile.

CI PENSA LA MODA. A proposito di giubbotti, Vollebak, una start-up britannica, ha da poco lanciato sul mercato la prima giacca sportiva in grafene, a sottolineare che questo materiale ad altissima tecnologia ha di per sé un futuro nella moda, senza dover per forza pensare al solito "hi-tech wearable" (l'hi-tech elettronico incorporato nei tessuti). In questo prodotto lo strato di grafene è accoppiato a uno di nylon ad alta resistenza: la giacca è completamente reversibile, e a seconda delle necessità può essere indossata in un verso o nell'altro, con risultati "ambientali" differenti.

Stando ai produttori, grazie al grafene la giacca è infatti in grado di offrire a chi la indossa una perfetta termoregolazione: se viene lasciata al caldo per un po' e poi indossata con il grafene all'interno, riscalda distribuendo il calore in maniera uniforme (per "un piacevole effetto piumone", dicono). Non solo: pur essendo totalmente impermeabile, è anche totalmente traspirante.

«È da 14 anni che sentiamo parlare delle meraviglie del grafene, ma finora gli impatti di questo materiale sulla vita quotidiana sono stati scarsi o nulli. Con questo prodotto portiamo il grafene fuori dai laboratori di ricerca», commenta Nick Tidball, fondatore di Vollebak. Se volete aggiudicarvene una, potete acquistarla online per poco meno di 700 euro.

Fonte: QUI

martedì 15 gennaio 2019

RobotArt

robotart_bird

Non solo calcoli, formule, analisi: robot e sistemi di intelligenza artificiale sono anche capaci di creare opere d'arte paragonabili a quelle dei migliori maestri in carne e ossa. I più abili artisti digitali si sono recentemente sfidati nella RobotArt, una gara in punta di pennello che avuto per protagonisti "pittori artificiali" e scienziati umani provenienti da tutto il mondo.


Diverse le tecniche impiegate per le originali creazioni: alcuni team hanno utilizzato sistemi di AI programmati per generare quadri digitali indistinguibili dalle opere umane attraverso la combinazione di colori e pennellate, altri hanno messo a punto robot capaci di imitare alla perfezione i movimenti e la pressione esercitata sul pennello da un artista umano. I risultati sono sorprendenti.

Gli appassionati di arte sbaglierebbero a storcere il naso: «robot e software non possono sostituire la creatività umana», che si dispiega nascosta proprio nelle righe di codice dei programmi, spiega Andrew Conru, l'artista e ingegnere che ha ideato RobotArt.

Old Masters. | ROBOTART/CREATIVE MACHINES LABS/COLUMBIA UNIVERSITY
COLLEGA ROBOT. Nella visione del futuro di Conru, queste "macchine" possono essere usate nella fase finale della realizzazione di un'opera d'arte, per esempio per la rifinitura dei dettagli o per la ripetizione di elementi sempre uguali tra loro, e paragona la nuova forma d'arte alla nascita della fotografia - che non ha sostituito la pittura, ma creato nuove forme espressive che prima non esistevano.

Conru immagina un futuro in cui pittori e macchine lavoreranno fianco a fianco realizzando creazioni del tutto nuove rispetto a quelle che conosciamo oggi.

Certo bisognerà aspettare un po': per adesso, questa forma di espressione artistica non è affatto democratica - un braccio robotico con abilità pittoriche sopraffini costa più di 30.000 euro.

Fonte: QUI

domenica 9 dicembre 2018

realtà virtuale per l'addestramento dei pompieri

flaimtrainer

L'addestramento dei pompieri è un'attività che, nonostante tutte le precauzioni, presenta qualche rischio per chi la pratica e per l'ambiente circostante (per esempio a causa della combustione di materiali che possono risultare tossici); in più c'è l'aspetto economico, perché per rendere le simulazioni realistiche spesso è necessario disporre di ricostruzioni di parti di edifici, di vere automobili ecc. 



Come funzionano gli aerei antincendio Canadair?
UN FUOCO VIRTUALE. D'altra parte, però, allenarsi a spegnere un incendio vero, ad affrontare una situazione di emergenza, è indispensabile. Una soluzione per farlo in modo più sicuro, efficiente e rispettoso dell'ambiente è quella progettata da  James Mullins, pompiere volontario e professore associato presso l'Institute for Intelligent Systems Research and Innovation (IISRI) della Deakin University dello Stato di Victoria in Australia. Si chiama Flaim Trainer, è un sistema che sfrutta la realtà virtuale.

ANCHE IL CALORE È SIMULATO. Il cuore del sistema è un visore per la realtà virtuale corredato da tutta una serie di sensori e componenti tecnologici applicati all'equipaggiamento reale per addestrare i pompieri in modo realistico e sicuro. Si potranno ricreare le situazioni più disparate come incendi di auto, aerei, abitazioni, boschi ecc.

Oltre alla ricostruzione 3D dello scenario, nella realtà virtuale vengono simulati i movimenti del pompiere ("tracciati" attraverso un sensore applicato sull'erogatore dell'acqua) e alcune delle sensazioni che si proverebbero nella realtà. La tuta, per esempio, si riscalda grazie a una serie resistenze elettriche applicate sul tessuto: più il pompiere si avvicinerà al fuoco virtuale, più la temperatura andrà ad aumentare nella parte corrispondente del corpo. Ci sono inoltre sensori per monitorare il battito cardiaco, la risposta fisiologica e le prestazioni.

Fonte: QUI

mercoledì 21 novembre 2018

Google Glass

glass3

A volte ritornano e stavolta tocca ai Google Glass. Ve li ricordate? Gli occhiali intelligenti realizzati da Big G che avrebbero dovuto rivoluzionare il modo di accedere alle informazioni e alla tecnologia. Ma poi ritirati perché, di fatto, inutili e pure complicati da usare.


Ebbene, tre anni dopo la loro uscita di scena, i Glass tornano sul mercato completamente rivisitati e con un ambito di applicazione del tutto nuovo: il mondo delle aziende.

OK GLASS: AL LAVORO! Gli ingegneri di Google hanno infatti pensato di realizzare una nuova versione di questo dispositivo da utilizzare nel mondo dell’industria, in tutti quei contesti dove la tempestività dell’informazione è essenziale.

I Glass potranno per esempio dare informazioni sullo stato dei processi di lavorazione di una catena di montaggio, evidenziare un guasto o segnalare in tempo reale quando la scorta di un certo materiale è arrivata al limite.

I nuovi Google Glass Enterprise Edition arriveranno con una app realizzata da Plataine, azienda israeliana specializzata nelle intelligenze artificiali.

L’utente dei Glass avrà così a disposizione un’assistente virtuale con cui interagire grazie a comandi vocali e in grado di mostrare le informazioni sulla lente-schermo ma anche di leggerle in modo facilmente comprensibile anche in ambienti rumorosi come quelli industriali.

ADDIO COMPUTER? Secondo gli esperti di Google questo dispositivo permetterà ad operai e lavoratori di tutti i livelli di gestire i processi di cui sono responsabili senza bisogno di un computer. Una bella sfida? Sicuramente sì, ma probabilmente non l’unica.

Secondo quanto riporta Futurism, l’utilizzo dei Glass dovrà vincere numerose resistenze da parte dei lavoratori, soprattutto quelle legate al possibile controllo che le aziende potrebbero attuare, grazie a questi dispositivi, sui propri dipendenti: cosa stanno guardando, cosa stanno dicendo, dove si trovano ecc.

Fonte: QUI

giovedì 25 ottobre 2018

Armi del futuro?

armi-autonome

La prossima guerra tra superpotenze potrebbe durare poco, e l'uomo potrebbe essere relegato a un ruolo di secondo piano. A combattere potrebbero infatti essere robot, droni e sistemi elettronici vari, molto più veloci ed efficienti degli umani.


Non stiamo parlando di un futuro lontano: questo è il "presente". Lo scorso maggio i dipendenti di Google hanno manifestato contro il supporto che l'azienda sta offrendo al Pentagono nello sviluppo di droni dotati di intelligenza artificiale, mentre poche settimane fa 400 scienziati hanno discusso la messa al bando della ricerca nel settore delle armi autonome. Chi con l'intelligenza artificiale ci lavora tutti i giorni e ne conosce il potenziale, è (o si professa) "spaventato" dai rischi della corsa agli armamenti intelligenti. Lo spiega Andrea Kisrch in un articolo recentemente pubblicato su Quartz.

Fonte: QUI

lunedì 3 settembre 2018

fornelletto da campeggio a prova di vento

fornello-campeggio

I campeggiatori lo sanno bene, uno dei punti deboli dei fornelli da campeggio è la loro fiamma scoperta, sensibile agli effetti del vento. Per ovviare a questo problema si sono scomodati nientemeno che al Design and Technology Lab dell'ETH di Zurigo, con un progetto universitario che ha prodotto Peakboil, il prototipo del fornelletto da campeggio più tecnologico del mondo, dotato di un accorgimento che gli consente di funzionare anche nel mezzo di una bufera di vento.


A sinistra, nella foto, il fornelletto completo. A destra il bruciatore, con la sua particolare forma "a spremiagrumi" che migliora il trasferimento del calore. | ETH ZURICH
INCRESPATO. Il cuore di Peakboil è il bruciatore, la cui forma è "increspata" in un modo che lo fa assomigliare vagamente a uno spremiagrumi. Rispetto a una comune forma cilindrica "liscia", questa consente infatti di aumentare l'area di contatto tra la fiamma e il contenitore metallico dentro il quale il bruciatore stesso è incorporato (rendendo così più efficiente la trasmissione del calore).

Ma ecco la sfida principale: trovare un sistema di produzione in grado di realizzare una forma tanto virtuosa da un punto di vista “teorico”, quanto complessa da ottenere con le tecniche tradizionali.

L'UNICO MODO. La soluzione? Una tecnologia di produzione additiva, simile alla stampa 3D, che ha di fatto costruito il bruciatore strato per strato (ognuno spesso appena un trentesimo di millimetro), fondendo selettivamente la polvere di acciaio attraverso un raggio laser. «È solo grazie a questa tecnica che si possono ottenere forme complesse come quelle del nostro bruciatore», ha dichiarato Julian Ferchov, capo del progetto e ricercatore dell'ateneo elevetico.

Otto invenzioni per i viaggi e le vacanze
Il primo prototipo di PeakBoil è stato messo alla prova sul campo, sulla vetta del monte Säntis (2.500 metri di altitudine) nel massiccio elvetico nordorientale: nonostante il fortissimo vento in vetta è stato in grado di far bollire dell'acqua senza battere ciglio.

Fonte: QUI

mercoledì 29 agosto 2018

made in Italy nell'era della blockchain

madeinitaly

Cosa sia una blockchain ormai è noto e le analogie si sprecano: è un libro mastro,  un registro di  certificazione, un notaio virtuale, che funziona “peer to peer” e che a regime, secondo gli esperti della materia, disintermedierà molti degli attori fino ad oggi protagonisti nelle quotidiane transazioni  di beni e servizi.


In pratica è  un sistema di certificazione  che collega direttamente i soggetti attivi della transazione. Ogni unità del registro è un “blocco” (da cui block), e i blocchi sono collegati tra loro (chain, catena) nell’ordine in cui sono stati creati. I blocchi sono connessi usando la crittografia, che li lega in modo virtualmente non modificabile. Quindi potremo sin dalla nascita del primo blocco conoscere passo passo la storia e l’evoluzione, di un qualsiasi prodotto, bene o servizio, che si avvale di questa tecnologia. Non abbiamo più bisogno di un certificatore esterno, ma il prodotto stesso è già di per sè, certificato.

Per capire meglio quali sviluppi e quali implicazioni porterà questa tecnologia nelle nostre vite ed in particolare nel settore del made in Italy, abbiamo chiesto il parere di due illustri personalità,  Serenella Sferza del MIT (Massachusetts Institute of Technology), co-direttore del MIT Italy-Program e Alan Tien, laureato alla Stanford University in ingegneria elettronica ed oggi uno dei massimi esperti della materia, ed attualmente consulente senior per alcune delle più innovative start up del settore.

Fonte: QUI

giovedì 12 luglio 2018

esperti sul nostro futuro hi-tech

shutterstock_345251123

Che si tratti di algoritmi, di droni o di robot, in futuro faremo sempre più i conti con sistemi autonomi e "intelligenti", che avranno influenza su quasi ogni aspetto delle nostre vite dal punto di vista economico, sociale e personale. Sembra inevitabile: le nuove tecnologie non fanno che progredire e diventare, per certi versi, più accessibili.

Questo comporta però anche dei rischi: sempre più osservatori si chiedono infatti, man mano che la tecnologia diventa più invasiva, che impatto potrebbe avere sui diritti umani: dal diritto alla vita alla privacy, dalla libertà di espressione ai diritti sociali ed economici. E dunque: come si possono difendere i diritti umani in un panorama tecnologico sempre più modellato dalla robotica e dall'intelligenza artificiale (AI)?
DRONI KILLER. Studiosi come Christof Heyns, docente di diritti umani all’università di Pretoria e relatore delle Nazioni Unite, ha espresso in diverse sedi preoccupazione per le leggi, allo studio in alcuni Paesi, che permetterebbero ai droni militari di decidere autonomamente quando colpire un bersaglio, senza un controllo umano da remoto. Questo li renderebbe armi da guerra decisamente più rapide ed efficaci. «Ma, per esempio», si chiede Heyns, «un computer sarà in grado di esprimere un giudizio di valore sul fatto che un gruppo di persone in abiti semplici che portano fucili non siano combattenti nemici, ma cacciatori ? O soldati che si arrendono?”.

Fonte: QUI

venerdì 22 giugno 2018

OnePlus 5


OnePlus 5 era uno smartphone di punta e conveniente, ma era di breve durata. Meno di sei mesi dopo il lancio di giugno 2017, non è più possibile acquistare il telefono. La ragione? L'eccellente OnePlus 5T si è presentato allo stesso prezzo, offrendo di più.

[Aggiornamento: non è più possibile acquistare OnePlus 5. È stato sostituito da OnePlus 5T , che offre cornici più piccole, uno schermo più grande, sblocco facciale e telecamere posteriori migliorate, il tutto allo stesso prezzo di OnePlus 5.]

Vedi tutte le offerte OnePlus 5
Guardando OnePlus 5, è difficile credere che l'azienda che lo ha realizzato avesse meno di quattro anni. Si tratta di un telefono che riesce a tenere testa ai suoi dispositivi di punta da aziende che hanno enormi potenzialità di denaro da spendere in ricerca, sviluppo e design e da un decennio o più di esperienza nella realizzazione di smartphone.

OnePlus ha sempre fatto telefoni impressionanti a prezzi di punta, ma con questa iterazione l'azienda cinese ha imparato dagli errori precedenti e costruito sui suoi successi per creare un fantastico telefono a 360 gradi.

Prezzo OnePlus 5 e data di rilascio
Due versioni: iniziato a $ 479 (£ 449, AU $ 599)
Esaurito dal sito Web OnePlus negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell'AUS
ONEPLUS 5 SPECIFICHE


Peso : 153g 
Dimensioni : 154,2 x 74,1 x 7,25 mm 
OS : Android 7.1.1 Nougat 
Dimensioni schermo : 5,5 pollici 
Risoluzione : 1920 x 1080 
CPU : Snapdragon 835 
RAM : 6 GB o 8 GB di RAM 
Archiviazione : 64/128 GB 
Batteria : 3,300 mAh 
Posteriore fotocamera : 16 MP + 20 MP con doppia lente 
Fotocamera frontale : 16 MP 

Il prezzo di OnePlus 5 era superiore a OnePlus 3T . Questa è la dura verità sul nuovo telefono, ma in parte perché OnePlus ha deciso di utilizzare più materiali premium.

OnePlus ha prodotto due versioni di OnePlus 5, con il modello base con 64 GB di memoria interna e 6 GB di RAM, con un costo di $ 479 (£ 449, AU $ 599).

La versione di fascia più alta, con 128 GB di spazio di archiviazione e 8 GB di RAM, ha un prezzo di $ 539 (£ 499, AU $ 699) e questo è il dispositivo che abbiamo recensito qui. 

Qualunque versione tu acquisti, è un grande salto di prezzo rispetto a OnePlus 3T, che costa $ 439 (£ 399, circa AU $ 580) per il modello da 64GB e $ 479 (£ 439, circa AU $ 630) per la versione da 128GB.

E ricorda che OnePlus aveva già aumentato il prezzo per quella versione del telefono: OnePlus 3 , rilasciato a giugno 2016, era solo $ 399 (£ 329, circa A $ 450). Se stai cercando di aggiornare il telefono OnePlus che hai acquistato questa volta l'anno scorso, spenderai un po 'di più di quello che potresti aver previsto su OnePlus 5.

La data ufficiale di rilascio di OnePlus 5 era il 27 giugno, ma è ora esaurita sul sito Web OnePlus nella maggior parte dei paesi, inclusi Stati Uniti, Regno Unito e Australia.

Caratteristiche chiave
Il nuovo design premium lo rende ancora il telefono OnePlus più bello
La fotocamera a doppia lente consente uno zoom senza perdita, come l'iPhone 7 Plus
Guardando la lista delle specifiche per OnePlus 5, si potrebbe pensare che questo sia un aggiornamento piuttosto limitato, ma ci sono alcune caratteristiche chiave che l'azienda sta spingendo per rendere questo il prossimo telefono che vorrai acquistare, in primo luogo il quale è il nuova fotocamera.

Questa è ora una configurazione a doppia lente che consente di catturare alcuni scatti "bokeh" dall'aspetto attraente con sfondi sfocati ad arte, oltre a vantare una funzione di zoom "senza perdita di qualità", il che significa essenzialmente che lo zoom su soggetti risulterà solo in un riduzione trascurabile della qualità dell'immagine.

Questa funzione funziona in modo simile allo sparatutto su iPhone 7 Plus , ma qui lo stai acquistando su un telefono più economico. L'apertura del sensore principale qui è anche incredibilmente ampia, e significa che sarete in grado di scattare alcune delle migliori foto per smartphone possibili in questo momento.

Fonte QUI

venerdì 11 maggio 2018

Amazon Kindle


L'Amazon Prime Day è in corso, così abbiamo deciso di segnalarvi tre delle più importanti offerte riguardanti i lettori e-book / tablet della corazzata Amazon, cioè Kindle Paperwhite, Kindle Fire e Kindle Fire HD. Abbiamo però inserito nel mucchio anche lo sconto sull'Nvidia Shield TV, valido per tutta la Prime Week. Osserviamo più da vicino gli articoli.

Kindle Paperwhite
Con i suoi 6" retroilluminati, il Kindle Paperwhite rimane una delle versioni più versatili del lettore e-book Amazon. L'offerta permette di risparmiare 30 euro e di portarselo a casa per 100 euro.

Kindle Fire e Kindle Fire HD
Non solo lettore e-book: il Kindle Fire è il tablet di casa Amazon, disponibile in due versioni. Quella da 7" ha una risoluzione di 1024x600, mentre l'HD presenta uno schermo da 8" con una risoluzione di 1280x800. Nelle loro versioni di base, scontate, costano per oggi rispettivamente 35 euro e 60 euro, con lievi sovrapprezzi nel caso si voglia aumentare la loro memoria di storage. L'8 è più indicato per la visione di film e serie tv.

Fonte QUI


sabato 14 aprile 2018

La storia della NASA


La NASA sta caricando su You Tube centinaia di ore di video rari attraverso l’Armstrong Flight Research Center. Si tratta di materiale relativo a voli di test, lanci e atterraggi che entusiasmeranno i tanti appassionati dello spazio. Rientra nella strategia complessiva di apertura al pubblico degli archivi dell’agenzia spaziale americana, in modo da informare il pubblico sui traguardi storici compiuti e, possibilmente, creare un’ambiente favorevole per robusti finanziamenti futuri che possano permettere nuovi passi nello spazio.

Finora sono circa 300, su un totale che arriverà a 500, le clip caricate sul tubo, con alcuni materiali vecchi di decenni. Non vi resta che divertirvi, navigando fra le suggestioni aerospaziali. Qui sotto ne mettiamo un paio che ci sono piaciuti.

Fonte QUI

martedì 22 agosto 2017

Chip, l'app pensata per i millennials: aiuta a risparmiare


Creata da due trentenni, è disponibile sia per sistemi operativi iOS che Android. Anche se per ora solo nel Regno Unito
ROMA - Entra nel tuo conto in banca, valuta gli investimenti, controlla le spese e poi esprime il suo giudizio, draconiano: questo sì, questo no. Si chiama Chiped è un'applicazione dedicata soprattutto ai millennials, ma non solo, che ha l'obiettivo di farti risparmiare. O meglio di "aiutarti a spendere i soldi in maniera migliore", spiega in un'intervista rilasciata al Guardian Simon Rabin che ha cofondato la compagnia insieme a Nick Ustinov
 
I due, più o meno trent'anni a testa, sanno quanto sia difficile per i giovani concentrare gli investimenti sulle cose che ritengono importanti: un deposito per la futura casa, le vacanze, un nuovo guardaroba e così via. Senza lasciarsi istigare da una serie di micro consumi allettanti, quanto inutili: un abbonamento a Netflix che sfrutteranno difficilmente, un altro per la piscina dove andranno appena qualche volta al mese, o il cono gelato quotidiano. Per questo hanno lanciato l'app, che è disponibile sia per sistemi operativi iOS che Android. Anche se per ora solo nel Regno Unito.
 
Funziona così: Chip monitora le finanze e quando vede che sono abbastanza polpose, senza nemmeno farsi notare, sottrae un po' di risparmi e li custodisce in un fondo separato. Lontano da ogni tentazione. Non solo. Ti allerta in caso di scoperto, cioè quella situazione in cui l'importo degli addebiti in conto corrente eccede quello degli accrediti. Ti mette in guardia sui guadagni mensili e su ciò che ti sta facendo sperperare. Dopo di che aziona l'algoritmo risparmiatore con lo scopo di mettere da parte la stessa cifra che corrisponde al debito. La compagnia sta anche per lanciare una nuova forma di credito, "Smart Credit", per chi proprio non riesce a non andare in rosso. Metterà sul conto 100 sterline, prima che questo scenda sotto lo zero, offrendo tassi di interessi migliori di quelli bancari. 
 
Il giornalista Alex Hern del Guardian, che alla startup ha dedicato un lungo servizio, annota però che Chip non è efficace per tutti. Primo: le tue spese devono essere abbastanza flessibili. Se una stretta al portafogli equivale a birra in meno al pub, è ok. Se, invece, significa non mangiare, il sistema non è proprio il massimo. Inoltre, se sei talmente indisciplinato da sottrarre i soldi dal fondo messo in piedi dall'app, c'è poco da fare. E per gli altri? C'è l'imbarazzo della scelta, dato che sono centinaia le applicazioni
dedicate al settore finanziario. E affollano sia Play, il negozio multimediale offerto da Big G, sia Apple store. Un vero mare magnum. Tutto da spulciare.

Fonte: QUI


venerdì 4 agosto 2017

Helmfon, il supercasco da ufficio: isola dai colleghi molesti e fa risparmiare spazio


Il progetto di uno studio ucraino: Bluetooth e videocamera, l’enorme elmetto da open space serve a ridurre al minimo le distrazioni e concentrarsi durante lavoro, film, videoconferenze

UN GIGANTESCO casco da ufficio. Lo ha ideato lo studio ucraino di design Hochu Rayu per isolarsi completamente nel proprio ambiente di lavoro. Ma non per dormire o riposare. Al contrario, per concentrarsi meglio, specialmente nei famigerati ambienti "open space" ricchi di caos, rumori di fondo, fissazioni dei colleghi, musica, chiacchiere. Il cascone che vi trasformerà in Megamind isola infatti dai rumori, ha un microfono e un sistema per effettuare telefonate in tutta riservatezza. 

Si chiama Helmfon ed è un prodotto su misura per gli stakanovisti di professione, i maniaci da ufficio, i masochisti da scrivania. Si tratta di una cupola realizzata in fibra di vetro e una membrana interna in schiuma di polietilene che si appoggia sulle spalle. L'idea è nata quando allo studio è stato chiesto di immaginare un nuovo tipo di cabina telefonica da parte di un'azienda di telecomunicazioni. 

L'intuizione, se così si può dire, è stata quella di trasferirla in testa all'utente. Chissà se avrà successo oltre la provocazione creativa, magari in posti come i call center per risparmiare spazio negli uffici. Helmfon è dotato di connettività Bluetooth, come già detto sfoggia un microfono e anche una videocamera per consentire al (malcapitato, addio postura) utilizzatore di sostenere in massima tranquillità videoconferenze senza disturbare gli altri e senza essere scocciato dalle loro chiacchiere. Distrazioni zero. C'è anche uno slot per ospitare lo smartphone. Ovviamente il cascone può essere personalizzato in una serie di colori, in base alle preferenze dell'acquirente, o di temi, come Minions, indiani, Batman e così via. L'idea è di svilupparlo in futuro per farne un ambiente ideale per la realtà virtuale o qualcosa di simile.

Fonte: QUI

martedì 18 luglio 2017

Ritoccare le foto delle vacanze per farne delle opere d'arte


Presentato un nuovo filtro che, grazie all’intelligenza artificiale, promette di modificare le nostre immagini digitali con la mano di Frida Kahlo e Leonardo da Vinci. E con risultati sorprendenti

NEW YORK - Le prossime foto delle vacanze potranno diventare opere d'arte e chissà, magari un giorno si venderanno all'asta. Un team internazionale di ricerca guidato dalla Cornell University e dal colosso della grafica digitale Adobe ha presentato in questi giorni un prototipo di intelligenza artificiale che può modificare le immagini digitali ispirandosi alla mano di Frida Kahlo o alla genialità di Leonardo. È il primo algoritmo di style transfer che riproduce, su una controparte informatica, i circuiti del cervello responsabili della visione e dell'imitazione. "Craccare la creatività umana non penso sia possibile, più facile fare delle belle copie", spiega a Repubblica Kavita Bala, pluripremiata docente di Computer Science all'università di Cornell e coordinatrice della ricerca.

Nei quadri di un artista ci possono essere ricorrenze di proporzioni, linee, forme degli occhi, colori, pennellate che posso essere considerate, almeno a livello statistico, il suo marchio di fabbrica. Grazie a questi calcoli il prototipo di software può riconoscere il pennello del maestro, replicarlo e usare il suo stile per ritoccare una nuova immagine. 

"Non siamo più così sicuri come una volta che i sistemi di intelligenza artificiale possano dipingere dei capolavori in forma autonoma", prosegue la scienziata americana. "Ma nei prossimi anni questi programmi avranno acquisito un livello di competenze tali da copiare opere d'arte con uno stile così raffinato che anche un occhio esperto difficilmente potrà distinguerlo da un'opera originale. L'importante è non farlo in modo fraudolento".

Copiare è un po' imparare e il software messo a punto da Cornell in collaborazione con Adobe è un esempio innovativo di machine learning, una nuova generazione di software che simula i processi di apprendimento del nostro cervello. "Inseriamo nel database del software diverse migliaia di immagini che il programma analizza calcolando misure, colori e molto altro. - aggiunge Kavita Bala - Quando il sistema ha acquisito un numero sufficiente di esempi è in grado di catturare le caratteristiche comuni di tutte quelle immagini, quella che definiamo l'impronta visiva".

Il trucco che consente al programma di accumulare e capitalizzare tutta questa conoscenza sullo stile di un artista si chiama deep Learning, una tecnica di intelligenza artificiale esplosa negli ultimi cinque anni che simula le capacità del cervello di imparare dall'esperienza visiva. "Ma è solo un'approsimazione di quello che accade a livello biologico", precisa la docente di Cornell.

Il sistema progettato da Cornell con Adobe si rivolge, in questa prima fase, alle fotografie. "Esistono già in commercio filtri per trasformare le immagini secondo lo stile di un particolare dipinto o di un disegno a mano libera, ma non sono particolarmente realistici", precisa la scienziata di Cornell. "Il software che abbiamo progettato, al contrario, prova a imporre uno stile particolare alle fotografie senza comprometterne il livello di realtà". La foto, in altre parole, rimane sempre riconoscibile anche una volta "filtrata".

Questo tipo di tecnologia è di grande interesse, oltre che per le grandi compagnie informatiche, anche per gli artisti stessi. Gene Kogan, per esempio, un matematico, programmatore e artista americano, ha sperimentato un sistema di style transfer progettato dall'università di Tübingen in Germania che copia e applica lo stile di grande artisti come Klimt, Frida Kahlo, Sol Lewitt su fermo-immagini di cartoni animati e fotografie.

Altre software interessanti sono il DeepDream e il DeepStyle di Google, una serie di filtri fotografici, basati sull'intelligenza artificiale, che ritoccano le immagini con lo stile di grandi artisti o generando atmosfere oniriche. Esiste anche una sorta di Instagram dedicato a questo tipo di foto, talvolta un po' forti, che si chiama Dreamscope: offre 19 filtri basati sul software di Google. Le premesse per questo nuovo genere di opere sono comunque promettenti: a un'asta di beneficienza a San Francisco in California il gigante del web ha venduto le prime 29 fotografie elaborate con DeepStyle secondo la Notte stellata di Van Gogh.

Per sviluppare questo tipo di software gli informatici di Cornell hanno fondato la GrockStyle, una società che quest'anno è stata inserita nella AI 100, la prestigiosa classifica delle cento aziende più innovative nel settore dell'intelligenza artificiale selezionate da CB Insights, una delle più importanti piattaforme mondiali per analisi del mercato tecnologico e dei venture capital.

Fonte: QUI

sabato 8 luglio 2017

Gli elettrodomestici intelligenti

Un venticello assai sottile
Dyson Pure Cool (intorno ai 599 euro; in versione da tavolo e da terra) adotta la tecnologia Air Multiplier per diffondere l’aria in modo omogeneo e include un filtro Hepa che elimina il 99.95% delle particelle microscopiche come PM0.1 e PM2.5. Non raffredda ma rinfresca in maniera naturale. Include un piccolo telecomando, e funziona anche tramite app, collegandosi alla rete wi-fi

Solo per i tuoi occhi
Sony UBP-X800 (intorno a 400 €) legge dischi Blu-Ray, dvd audio e video, compact disc, Super Audio Cd. Ha un’eccellente qualità audio hi-res e trasforma film e video da Full Hd in 4K con colori e definizione ottimi. In più, collegato al wi-fi o alla rete Ethernet, permette di accedere a servizi di video in streaming, come Netflix e altri. 
Un difetto? Non ha il display
Musica in tv
Sonos PlayBase è un diffusore wi-fi da mettere sotto la tv. Offre un’ottima qualità audio senza cavi e apparecchi diversi, è compatibile con Spotify e Apple Music, ma ha anche un ingresso digitale ottico. Impara i codici del telecomando del televisore, così il volume si regola con un solo pulsante, ma c’è un’app per comandarlo con smartphone o tablet. Si può utilizzare con altri diffusori Sonos in un impianto multiroom. In bianco o nero, a 799 euro
Tornerà il freddo
Le termovalvole EvoHome di Honeywell si applicano ai termosifoni e permettono di regolare la temperatura in ogni stanza e definire tempi e modi di accensione tramite l’unità centrale o un’app su smartphone. Collegato al wi-fi, si può comandare anche fuori casa. Il sistema promette un risparmio di circa il 10-15 per cento sui consumi, a seconda dell’impianto
Un occhio intelligente
In tempo di vacanze una videocamera di sicurezza come la Nest Cam IQ può tornare utile. Registra filmati in altissima definizione e manda avvisi specifici, ad esempio, per il gatto o per segnalare la presenza di intrusi. Funziona anche al buio e ha un altoparlante incorporato. 349 euro
Un robot intelligente
Il Neato D5 Connected Botvac è un aspirapolvere robot che si comanda con un’app dallo smartphone. Ma 
anche da solo capisce dove pulire e quando 
tornare alla base per ricaricare la batteria. Veloce ed 
efficiente,ha un design che gli consente di pulire a fondo anche negli angoli. A partire da 649,99€
In forma
La bilancia wi-fi Nokia Cardio indica peso, grasso corporeo, massa muscolare e ossea e percentuale di acqua, ma pure frequenza cardiaca e velocità dell’onda di polso. Costa 180 euro circa

Fonte: QUI