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mercoledì 29 agosto 2018

made in Italy nell'era della blockchain

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Cosa sia una blockchain ormai è noto e le analogie si sprecano: è un libro mastro,  un registro di  certificazione, un notaio virtuale, che funziona “peer to peer” e che a regime, secondo gli esperti della materia, disintermedierà molti degli attori fino ad oggi protagonisti nelle quotidiane transazioni  di beni e servizi.


In pratica è  un sistema di certificazione  che collega direttamente i soggetti attivi della transazione. Ogni unità del registro è un “blocco” (da cui block), e i blocchi sono collegati tra loro (chain, catena) nell’ordine in cui sono stati creati. I blocchi sono connessi usando la crittografia, che li lega in modo virtualmente non modificabile. Quindi potremo sin dalla nascita del primo blocco conoscere passo passo la storia e l’evoluzione, di un qualsiasi prodotto, bene o servizio, che si avvale di questa tecnologia. Non abbiamo più bisogno di un certificatore esterno, ma il prodotto stesso è già di per sè, certificato.

Per capire meglio quali sviluppi e quali implicazioni porterà questa tecnologia nelle nostre vite ed in particolare nel settore del made in Italy, abbiamo chiesto il parere di due illustri personalità,  Serenella Sferza del MIT (Massachusetts Institute of Technology), co-direttore del MIT Italy-Program e Alan Tien, laureato alla Stanford University in ingegneria elettronica ed oggi uno dei massimi esperti della materia, ed attualmente consulente senior per alcune delle più innovative start up del settore.

Fonte: QUI

giovedì 12 luglio 2018

esperti sul nostro futuro hi-tech

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Che si tratti di algoritmi, di droni o di robot, in futuro faremo sempre più i conti con sistemi autonomi e "intelligenti", che avranno influenza su quasi ogni aspetto delle nostre vite dal punto di vista economico, sociale e personale. Sembra inevitabile: le nuove tecnologie non fanno che progredire e diventare, per certi versi, più accessibili.

Questo comporta però anche dei rischi: sempre più osservatori si chiedono infatti, man mano che la tecnologia diventa più invasiva, che impatto potrebbe avere sui diritti umani: dal diritto alla vita alla privacy, dalla libertà di espressione ai diritti sociali ed economici. E dunque: come si possono difendere i diritti umani in un panorama tecnologico sempre più modellato dalla robotica e dall'intelligenza artificiale (AI)?
DRONI KILLER. Studiosi come Christof Heyns, docente di diritti umani all’università di Pretoria e relatore delle Nazioni Unite, ha espresso in diverse sedi preoccupazione per le leggi, allo studio in alcuni Paesi, che permetterebbero ai droni militari di decidere autonomamente quando colpire un bersaglio, senza un controllo umano da remoto. Questo li renderebbe armi da guerra decisamente più rapide ed efficaci. «Ma, per esempio», si chiede Heyns, «un computer sarà in grado di esprimere un giudizio di valore sul fatto che un gruppo di persone in abiti semplici che portano fucili non siano combattenti nemici, ma cacciatori ? O soldati che si arrendono?”.

Fonte: QUI

venerdì 22 giugno 2018

OnePlus 5


OnePlus 5 era uno smartphone di punta e conveniente, ma era di breve durata. Meno di sei mesi dopo il lancio di giugno 2017, non è più possibile acquistare il telefono. La ragione? L'eccellente OnePlus 5T si è presentato allo stesso prezzo, offrendo di più.

[Aggiornamento: non è più possibile acquistare OnePlus 5. È stato sostituito da OnePlus 5T , che offre cornici più piccole, uno schermo più grande, sblocco facciale e telecamere posteriori migliorate, il tutto allo stesso prezzo di OnePlus 5.]

Vedi tutte le offerte OnePlus 5
Guardando OnePlus 5, è difficile credere che l'azienda che lo ha realizzato avesse meno di quattro anni. Si tratta di un telefono che riesce a tenere testa ai suoi dispositivi di punta da aziende che hanno enormi potenzialità di denaro da spendere in ricerca, sviluppo e design e da un decennio o più di esperienza nella realizzazione di smartphone.

OnePlus ha sempre fatto telefoni impressionanti a prezzi di punta, ma con questa iterazione l'azienda cinese ha imparato dagli errori precedenti e costruito sui suoi successi per creare un fantastico telefono a 360 gradi.

Prezzo OnePlus 5 e data di rilascio
Due versioni: iniziato a $ 479 (£ 449, AU $ 599)
Esaurito dal sito Web OnePlus negli Stati Uniti, nel Regno Unito e nell'AUS
ONEPLUS 5 SPECIFICHE


Peso : 153g 
Dimensioni : 154,2 x 74,1 x 7,25 mm 
OS : Android 7.1.1 Nougat 
Dimensioni schermo : 5,5 pollici 
Risoluzione : 1920 x 1080 
CPU : Snapdragon 835 
RAM : 6 GB o 8 GB di RAM 
Archiviazione : 64/128 GB 
Batteria : 3,300 mAh 
Posteriore fotocamera : 16 MP + 20 MP con doppia lente 
Fotocamera frontale : 16 MP 

Il prezzo di OnePlus 5 era superiore a OnePlus 3T . Questa è la dura verità sul nuovo telefono, ma in parte perché OnePlus ha deciso di utilizzare più materiali premium.

OnePlus ha prodotto due versioni di OnePlus 5, con il modello base con 64 GB di memoria interna e 6 GB di RAM, con un costo di $ 479 (£ 449, AU $ 599).

La versione di fascia più alta, con 128 GB di spazio di archiviazione e 8 GB di RAM, ha un prezzo di $ 539 (£ 499, AU $ 699) e questo è il dispositivo che abbiamo recensito qui. 

Qualunque versione tu acquisti, è un grande salto di prezzo rispetto a OnePlus 3T, che costa $ 439 (£ 399, circa AU $ 580) per il modello da 64GB e $ 479 (£ 439, circa AU $ 630) per la versione da 128GB.

E ricorda che OnePlus aveva già aumentato il prezzo per quella versione del telefono: OnePlus 3 , rilasciato a giugno 2016, era solo $ 399 (£ 329, circa A $ 450). Se stai cercando di aggiornare il telefono OnePlus che hai acquistato questa volta l'anno scorso, spenderai un po 'di più di quello che potresti aver previsto su OnePlus 5.

La data ufficiale di rilascio di OnePlus 5 era il 27 giugno, ma è ora esaurita sul sito Web OnePlus nella maggior parte dei paesi, inclusi Stati Uniti, Regno Unito e Australia.

Caratteristiche chiave
Il nuovo design premium lo rende ancora il telefono OnePlus più bello
La fotocamera a doppia lente consente uno zoom senza perdita, come l'iPhone 7 Plus
Guardando la lista delle specifiche per OnePlus 5, si potrebbe pensare che questo sia un aggiornamento piuttosto limitato, ma ci sono alcune caratteristiche chiave che l'azienda sta spingendo per rendere questo il prossimo telefono che vorrai acquistare, in primo luogo il quale è il nuova fotocamera.

Questa è ora una configurazione a doppia lente che consente di catturare alcuni scatti "bokeh" dall'aspetto attraente con sfondi sfocati ad arte, oltre a vantare una funzione di zoom "senza perdita di qualità", il che significa essenzialmente che lo zoom su soggetti risulterà solo in un riduzione trascurabile della qualità dell'immagine.

Questa funzione funziona in modo simile allo sparatutto su iPhone 7 Plus , ma qui lo stai acquistando su un telefono più economico. L'apertura del sensore principale qui è anche incredibilmente ampia, e significa che sarete in grado di scattare alcune delle migliori foto per smartphone possibili in questo momento.

Fonte QUI

venerdì 11 maggio 2018

Amazon Kindle


L'Amazon Prime Day è in corso, così abbiamo deciso di segnalarvi tre delle più importanti offerte riguardanti i lettori e-book / tablet della corazzata Amazon, cioè Kindle Paperwhite, Kindle Fire e Kindle Fire HD. Abbiamo però inserito nel mucchio anche lo sconto sull'Nvidia Shield TV, valido per tutta la Prime Week. Osserviamo più da vicino gli articoli.

Kindle Paperwhite
Con i suoi 6" retroilluminati, il Kindle Paperwhite rimane una delle versioni più versatili del lettore e-book Amazon. L'offerta permette di risparmiare 30 euro e di portarselo a casa per 100 euro.

Kindle Fire e Kindle Fire HD
Non solo lettore e-book: il Kindle Fire è il tablet di casa Amazon, disponibile in due versioni. Quella da 7" ha una risoluzione di 1024x600, mentre l'HD presenta uno schermo da 8" con una risoluzione di 1280x800. Nelle loro versioni di base, scontate, costano per oggi rispettivamente 35 euro e 60 euro, con lievi sovrapprezzi nel caso si voglia aumentare la loro memoria di storage. L'8 è più indicato per la visione di film e serie tv.

Fonte QUI


sabato 14 aprile 2018

La storia della NASA


La NASA sta caricando su You Tube centinaia di ore di video rari attraverso l’Armstrong Flight Research Center. Si tratta di materiale relativo a voli di test, lanci e atterraggi che entusiasmeranno i tanti appassionati dello spazio. Rientra nella strategia complessiva di apertura al pubblico degli archivi dell’agenzia spaziale americana, in modo da informare il pubblico sui traguardi storici compiuti e, possibilmente, creare un’ambiente favorevole per robusti finanziamenti futuri che possano permettere nuovi passi nello spazio.

Finora sono circa 300, su un totale che arriverà a 500, le clip caricate sul tubo, con alcuni materiali vecchi di decenni. Non vi resta che divertirvi, navigando fra le suggestioni aerospaziali. Qui sotto ne mettiamo un paio che ci sono piaciuti.

Fonte QUI

martedì 22 agosto 2017

Chip, l'app pensata per i millennials: aiuta a risparmiare


Creata da due trentenni, è disponibile sia per sistemi operativi iOS che Android. Anche se per ora solo nel Regno Unito
ROMA - Entra nel tuo conto in banca, valuta gli investimenti, controlla le spese e poi esprime il suo giudizio, draconiano: questo sì, questo no. Si chiama Chiped è un'applicazione dedicata soprattutto ai millennials, ma non solo, che ha l'obiettivo di farti risparmiare. O meglio di "aiutarti a spendere i soldi in maniera migliore", spiega in un'intervista rilasciata al Guardian Simon Rabin che ha cofondato la compagnia insieme a Nick Ustinov. 
 
I due, più o meno trent'anni a testa, sanno quanto sia difficile per i giovani concentrare gli investimenti sulle cose che ritengono importanti: un deposito per la futura casa, le vacanze, un nuovo guardaroba e così via. Senza lasciarsi istigare da una serie di micro consumi allettanti, quanto inutili: un abbonamento a Netflix che sfrutteranno difficilmente, un altro per la piscina dove andranno appena qualche volta al mese, o il cono gelato quotidiano. Per questo hanno lanciato l'app, che è disponibile sia per sistemi operativi iOS che Android. Anche se per ora solo nel Regno Unito.
 
Funziona così: Chip monitora le finanze e quando vede che sono abbastanza polpose, senza nemmeno farsi notare, sottrae un po' di risparmi e li custodisce in un fondo separato. Lontano da ogni tentazione. Non solo. Ti allerta in caso di scoperto, cioè quella situazione in cui l'importo degli addebiti in conto corrente eccede quello degli accrediti. Ti mette in guardia sui guadagni mensili e su ciò che ti sta facendo sperperare. Dopo di che aziona l'algoritmo risparmiatore con lo scopo di mettere da parte la stessa cifra che corrisponde al debito. La compagnia sta anche per lanciare una nuova forma di credito, "Smart Credit", per chi proprio non riesce a non andare in rosso. Metterà sul conto 100 sterline, prima che questo scenda sotto lo zero, offrendo tassi di interessi migliori di quelli bancari. 
 
Il giornalista Alex Hern del Guardian, che alla startup ha dedicato un lungo servizio, annota però che Chip non è efficace per tutti. Primo: le tue spese devono essere abbastanza flessibili. Se una stretta al portafogli equivale a birra in meno al pub, è ok. Se, invece, significa non mangiare, il sistema non è proprio il massimo. Inoltre, se sei talmente indisciplinato da sottrarre i soldi dal fondo messo in piedi dall'app, c'è poco da fare. E per gli altri? C'è l'imbarazzo della scelta, dato che sono centinaia le applicazioni
dedicate al settore finanziario. E affollano sia Play, il negozio multimediale offerto da Big G, sia Apple store. Un vero mare magnum. Tutto da spulciare.

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venerdì 4 agosto 2017

Helmfon, il supercasco da ufficio: isola dai colleghi molesti e fa risparmiare spazio


Il progetto di uno studio ucraino: Bluetooth e videocamera, l’enorme elmetto da open space serve a ridurre al minimo le distrazioni e concentrarsi durante lavoro, film, videoconferenze

UN GIGANTESCO casco da ufficio. Lo ha ideato lo studio ucraino di design Hochu Rayu per isolarsi completamente nel proprio ambiente di lavoro. Ma non per dormire o riposare. Al contrario, per concentrarsi meglio, specialmente nei famigerati ambienti "open space" ricchi di caos, rumori di fondo, fissazioni dei colleghi, musica, chiacchiere. Il cascone che vi trasformerà in Megamind isola infatti dai rumori, ha un microfono e un sistema per effettuare telefonate in tutta riservatezza. 

Si chiama Helmfon ed è un prodotto su misura per gli stakanovisti di professione, i maniaci da ufficio, i masochisti da scrivania. Si tratta di una cupola realizzata in fibra di vetro e una membrana interna in schiuma di polietilene che si appoggia sulle spalle. L'idea è nata quando allo studio è stato chiesto di immaginare un nuovo tipo di cabina telefonica da parte di un'azienda di telecomunicazioni. 

L'intuizione, se così si può dire, è stata quella di trasferirla in testa all'utente. Chissà se avrà successo oltre la provocazione creativa, magari in posti come i call center per risparmiare spazio negli uffici. Helmfon è dotato di connettività Bluetooth, come già detto sfoggia un microfono e anche una videocamera per consentire al (malcapitato, addio postura) utilizzatore di sostenere in massima tranquillità videoconferenze senza disturbare gli altri e senza essere scocciato dalle loro chiacchiere. Distrazioni zero. C'è anche uno slot per ospitare lo smartphone. Ovviamente il cascone può essere personalizzato in una serie di colori, in base alle preferenze dell'acquirente, o di temi, come Minions, indiani, Batman e così via. L'idea è di svilupparlo in futuro per farne un ambiente ideale per la realtà virtuale o qualcosa di simile.

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martedì 18 luglio 2017

Ritoccare le foto delle vacanze per farne delle opere d'arte


Presentato un nuovo filtro che, grazie all’intelligenza artificiale, promette di modificare le nostre immagini digitali con la mano di Frida Kahlo e Leonardo da Vinci. E con risultati sorprendenti

NEW YORK - Le prossime foto delle vacanze potranno diventare opere d'arte e chissà, magari un giorno si venderanno all'asta. Un team internazionale di ricerca guidato dalla Cornell University e dal colosso della grafica digitale Adobe ha presentato in questi giorni un prototipo di intelligenza artificiale che può modificare le immagini digitali ispirandosi alla mano di Frida Kahlo o alla genialità di Leonardo. È il primo algoritmo di style transfer che riproduce, su una controparte informatica, i circuiti del cervello responsabili della visione e dell'imitazione. "Craccare la creatività umana non penso sia possibile, più facile fare delle belle copie", spiega a Repubblica Kavita Bala, pluripremiata docente di Computer Science all'università di Cornell e coordinatrice della ricerca.

Nei quadri di un artista ci possono essere ricorrenze di proporzioni, linee, forme degli occhi, colori, pennellate che posso essere considerate, almeno a livello statistico, il suo marchio di fabbrica. Grazie a questi calcoli il prototipo di software può riconoscere il pennello del maestro, replicarlo e usare il suo stile per ritoccare una nuova immagine. 

"Non siamo più così sicuri come una volta che i sistemi di intelligenza artificiale possano dipingere dei capolavori in forma autonoma", prosegue la scienziata americana. "Ma nei prossimi anni questi programmi avranno acquisito un livello di competenze tali da copiare opere d'arte con uno stile così raffinato che anche un occhio esperto difficilmente potrà distinguerlo da un'opera originale. L'importante è non farlo in modo fraudolento".

Copiare è un po' imparare e il software messo a punto da Cornell in collaborazione con Adobe è un esempio innovativo di machine learning, una nuova generazione di software che simula i processi di apprendimento del nostro cervello. "Inseriamo nel database del software diverse migliaia di immagini che il programma analizza calcolando misure, colori e molto altro. - aggiunge Kavita Bala - Quando il sistema ha acquisito un numero sufficiente di esempi è in grado di catturare le caratteristiche comuni di tutte quelle immagini, quella che definiamo l'impronta visiva".

Il trucco che consente al programma di accumulare e capitalizzare tutta questa conoscenza sullo stile di un artista si chiama deep Learning, una tecnica di intelligenza artificiale esplosa negli ultimi cinque anni che simula le capacità del cervello di imparare dall'esperienza visiva. "Ma è solo un'approsimazione di quello che accade a livello biologico", precisa la docente di Cornell.

Il sistema progettato da Cornell con Adobe si rivolge, in questa prima fase, alle fotografie. "Esistono già in commercio filtri per trasformare le immagini secondo lo stile di un particolare dipinto o di un disegno a mano libera, ma non sono particolarmente realistici", precisa la scienziata di Cornell. "Il software che abbiamo progettato, al contrario, prova a imporre uno stile particolare alle fotografie senza comprometterne il livello di realtà". La foto, in altre parole, rimane sempre riconoscibile anche una volta "filtrata".

Questo tipo di tecnologia è di grande interesse, oltre che per le grandi compagnie informatiche, anche per gli artisti stessi. Gene Kogan, per esempio, un matematico, programmatore e artista americano, ha sperimentato un sistema di style transfer progettato dall'università di Tübingen in Germania che copia e applica lo stile di grande artisti come Klimt, Frida Kahlo, Sol Lewitt su fermo-immagini di cartoni animati e fotografie.

Altre software interessanti sono il DeepDream e il DeepStyle di Google, una serie di filtri fotografici, basati sull'intelligenza artificiale, che ritoccano le immagini con lo stile di grandi artisti o generando atmosfere oniriche. Esiste anche una sorta di Instagram dedicato a questo tipo di foto, talvolta un po' forti, che si chiama Dreamscope: offre 19 filtri basati sul software di Google. Le premesse per questo nuovo genere di opere sono comunque promettenti: a un'asta di beneficienza a San Francisco in California il gigante del web ha venduto le prime 29 fotografie elaborate con DeepStyle secondo la Notte stellata di Van Gogh.

Per sviluppare questo tipo di software gli informatici di Cornell hanno fondato la GrockStyle, una società che quest'anno è stata inserita nella AI 100, la prestigiosa classifica delle cento aziende più innovative nel settore dell'intelligenza artificiale selezionate da CB Insights, una delle più importanti piattaforme mondiali per analisi del mercato tecnologico e dei venture capital.

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sabato 8 luglio 2017

Gli elettrodomestici intelligenti

Un venticello assai sottile
Dyson Pure Cool (intorno ai 599 euro; in versione da tavolo e da terra) adotta la tecnologia Air Multiplier per diffondere l’aria in modo omogeneo e include un filtro Hepa che elimina il 99.95% delle particelle microscopiche come PM0.1 e PM2.5. Non raffredda ma rinfresca in maniera naturale. Include un piccolo telecomando, e funziona anche tramite app, collegandosi alla rete wi-fi

Solo per i tuoi occhi
Sony UBP-X800 (intorno a 400 €) legge dischi Blu-Ray, dvd audio e video, compact disc, Super Audio Cd. Ha un’eccellente qualità audio hi-res e trasforma film e video da Full Hd in 4K con colori e definizione ottimi. In più, collegato al wi-fi o alla rete Ethernet, permette di accedere a servizi di video in streaming, come Netflix e altri. 
Un difetto? Non ha il display
Musica in tv
Sonos PlayBase è un diffusore wi-fi da mettere sotto la tv. Offre un’ottima qualità audio senza cavi e apparecchi diversi, è compatibile con Spotify e Apple Music, ma ha anche un ingresso digitale ottico. Impara i codici del telecomando del televisore, così il volume si regola con un solo pulsante, ma c’è un’app per comandarlo con smartphone o tablet. Si può utilizzare con altri diffusori Sonos in un impianto multiroom. In bianco o nero, a 799 euro
Tornerà il freddo
Le termovalvole EvoHome di Honeywell si applicano ai termosifoni e permettono di regolare la temperatura in ogni stanza e definire tempi e modi di accensione tramite l’unità centrale o un’app su smartphone. Collegato al wi-fi, si può comandare anche fuori casa. Il sistema promette un risparmio di circa il 10-15 per cento sui consumi, a seconda dell’impianto
Un occhio intelligente
In tempo di vacanze una videocamera di sicurezza come la Nest Cam IQ può tornare utile. Registra filmati in altissima definizione e manda avvisi specifici, ad esempio, per il gatto o per segnalare la presenza di intrusi. Funziona anche al buio e ha un altoparlante incorporato. 349 euro
Un robot intelligente
Il Neato D5 Connected Botvac è un aspirapolvere robot che si comanda con un’app dallo smartphone. Ma 
anche da solo capisce dove pulire e quando 
tornare alla base per ricaricare la batteria. Veloce ed 
efficiente,ha un design che gli consente di pulire a fondo anche negli angoli. A partire da 649,99€
In forma
La bilancia wi-fi Nokia Cardio indica peso, grasso corporeo, massa muscolare e ossea e percentuale di acqua, ma pure frequenza cardiaca e velocità dell’onda di polso. Costa 180 euro circa

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martedì 27 giugno 2017

Star Wars diventa realtà, primo smartphone a ologrammi


Addio videotelefonate, comunicare a ologrammi come in Star Wars potrebbe diventare realtà, a patto di poter sborsare una cifra che supera i mille dollari.
All'inizio del prossimo anno arriverà sul mercato il primo smartphone con schermo olografico, capace cioè di mostrare ologrammi senza il bisogno di indossare occhiali speciali o visori come per la realtà virtuale.
Il dispositivo è stato annunciato da RED, compagnia specializzata in fotocamere digitali professionali. Si chiama Hydrogen One e sarà equipaggiato con Android. Tra le sue particolarità il display olografico da 5,7 pollici che sfrutta nanotecnologie non meglio specificate per mostrare anche ologrammi tridimensionali con audio stereo. Oltre alle tradizionali immagini bidimensionali mostrerà pure realtà virtuale, aumentata e mista, il tutto senza dover inforcare nessun visore aggiuntivo. Nessun dettaglio sulle future applicazioni. Del dispositivo per ora c'è solo l'immagine mostrata in brochure in cui spicca un obiettivo particolarmente grande.
Il prezzo di lancio, offerto per un periodo limitato di tempo, è di 1195 dollari per la versione di fascia più bassa e di 1595 per quella "premium". I preordini online sono aperti.
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mercoledì 7 giugno 2017

Nyt, in Usa gli hacker puntano impianti nucleari


Negli ultimi due mesi hacker non identificati avrebbero preso di mira gli impianti nucleari statunitensi. Stando a quanto scrive il New York Times citando un rapporto congiunto del Dipartimento della Sicurezza interna e dell'Fbi, dal maggio scorso gli hacker starebbero penetrando nella rete informatica di compagnie che gestiscono centrali nucleari e altre strutture energetiche, nonché stabilimenti produttivi, in Usa e in altre nazioni.
Il rapporto, ottenuto dal quotidiano newyorchese e confermato da esperti di sicurezza che hanno risposto agli attacchi, non indica se i cyberattacchi siano un tentativo di spionaggio, ad esempio per carpire segreti industriali, o se invece facciano parte di un piano distruttivo.
In una nota congiunta con l'Fbi, un portavoce del Dipartimento della Sicurezza interna ha dichiarato: "Non vi è alcuna indicazione di una minaccia per la sicurezza pubblica, in quanto ogni potenziale impatto sembra limitato alle reti amministrative e commerciali".
Sempre in base a quanto riferito dal Nyt, non è noto se gli hacker, attraverso i computer delle loro vittime, siano riusciti a penetrare all'interno dei sistemi di controllo degli impianti, né quanti impianti siano stati violati.
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lunedì 8 maggio 2017

Con YouTube diretta streaming 'mobile'



ROMA - Sulla scia di Facebook, Instagram e Twitter anche YouTube, piattaforma di condivisione video per eccellenza, rafforza il fronte delle dirette in streaming e sbarca sui dispositivi mobili. La piattaforma di proprietà di Google supporta dirette streaming fin dal 2011, ricorda la compagnia sul suo blog, e da poco ha lanciato il supporto gratuito per streaming a 360 gradi con video in altissima risoluzione 4k. Le dirette streaming da dispositivi mobili erano state testate lo scorso anno ma solo ora arrivano ufficialmente per una platea ampia di utilizzatori.

Per il momento YouTube rende disponibile la funzione per i canali con oltre 10 mila iscritti ma promette che "a breve" arriverà anche per tutti gli altri utenti.

La diretta streaming da dispositivi mobili è integrata nell'app YouTube. Per iniziare a trasmettere è sufficiente aprire l'applicazione e cliccare sull'opzione "live!".

Dopo l'esordio di app come Periscope (inglobata da Twitter) e Meerkat (ormai defunta), il successo delle dirette streaming dal cellulare è stato cavalcato in particolare da Facebook che nell'ultimo anno ha lanciato e potenziato i Live video dando il colpo di grazia ai pionieri del settore. Il social ha da poco lanciato i "live" anche su Instagram, app di sua proprietà.

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mercoledì 26 aprile 2017

Francia, Google e Facebook contro 'fake news' in vista elezioni




ROMA - Google e Facebook insieme ai giornalisti di autorevoli testate francesi contro le "fake news" in vista delle prossime elezioni in Francia. I due colossi di internet hanno annunciato iniziative ad hoc per combattere la disinformazione e le notizie bufala che abbondano online, sulla scia di impegni simili già presi negli Stati Uniti e in Germania dopo le polemiche scoppiate durante la campagna elettorale americana.

Le Monde afferma di essere una delle 8 testate che lavorerà insieme al social network Facebook per attività di "fact check", di controllo dei dati e delle informazioni, sui contenuti relativi alle prossime presidenziali francesi. Una collaborazione avviata in via "sperimentale". Allo stesso tempo l'organizzazione no profit First Draft News ha annunciato il lancio di CrossCheck, progetto per la verifica delle notizie che coinvolge in primis il News Lab di Google.

Nei giorni scorsi Le Monde aveva già lanciato uno strumento per difendersi dalle bufale sul web: Decodex, composto da un motore di ricerca garantito, un avvisto sul grado di affidabilità del sito internet che si sta visitando e un "robot" Facebook a cui si potranno porre domande.

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martedì 18 aprile 2017

Cresce l'uso dei software per bloccare la pubblicità



ROMA - Aumentano gli utenti di internet che usano programmi per bloccare la visualizzazione delle pubblicità sui siti web, i cosiddetti "adblock". Secondo un recente rapporto di PageFair nel 2016 l'11% degli utenti nel mondo ha usato questi software, che risultano installati su oltre 600 milioni di dispositivi (tra smartphone, tablet e computer fissi). Si tratta di un aumento del 30% rispetto all'anno prima.
La pubblicità più "fastidiosa" sembra essere quella su smartphone e tablet, visto che il grosso degli "adblock" è installata e in crescita proprio sui dispositivi mobili: i software risultano scaricati su 380 milioni di dispositivi (108 milioni nell'ultimo anno). L'utilizzo degli adblock su pc desktop ha raggiunto 236 milioni di terminali (con i 34 milioni aggiunti nel 2016). La ricerca offre anche uno spaccato Usa: il 74% degli utenti americani di adblock dice di abbandonare i siti che hanno dei sistemi per aggirare i programmi per il blocco delle inserzioni. Il 77% invece si dice disposto a guardare pubblicità in determinati formati.
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mercoledì 5 aprile 2017

Fb testa motore di ricerca per le foto



Facebook sulla scia di Google Foto: il social network che viaggia spedito verso i due miliardi di utenti nel mondo sta testando un motore di ricerca interno anche per le immagini, sfruttando una tecnologia basata su intelligenza artificiale in grado di riconoscere luoghi e oggetti nelle foto. Secondo quanto riferito dalla compagnia al sito The Next Web la novità dovrebbe essere disponibile per tutti gli iscritti negli Stati Uniti, e in futuro una simile ricerca "semantica" potrebbe essere applicata anche sui video.

    La funzione si basa su una tecnologia - chiamata "Lumos" - che Facebook ha utilizzato per migliorare l'accessibilità della sua piattaforma agli utenti con disabilità visiva e che permette di "descrivere" il contenuto delle immagini. Un sistema che può essere impiegato anche per facilitare la ricerca di oggetti e luoghi nelle immagini.

    Sfruttando l'intelligenza artificiale, spiega The Next Web, Facebook ha analizzato miliardi di foto sulla sua piattaforma usando diversi criteri per poterne indicizzare i risultati.

    Grazie alla tecnologia di riconoscimento degli oggetti si potranno cercare animali, luoghi, scene, attrazioni, abbigliamento, indipendentemente da un loro esplicito richiamo in una didascalia. Una funzione del tutto simile a quanto già implementato da Google nel servizio Foto, dove è possibile archiviare i propri scatti e avviare una ricerca interna.

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martedì 28 marzo 2017

Wikipedia contro bufale, non citerà più il Daily Mail



ROMA - Wikipedia in campo contro le 'fake news': i collaboratori dell'edizione inglese dell'enciclopedia online hanno deciso di eliminare il Daily Mail dalle fonti citate, valutando il tabloid "generalmente inaffidabile" per via di "scarsa verifica dei fatti, sensazionalismo e notizie inventate".

La Wikimedia Foundation, cui fa capo Wikipedia, ha spiegato che gli autori della versione britannica dell'enciclopedia stavano discutendo dell'opportunità di bandire il Daily Mail dagli inizi del 2015. "Gli editori volontari di Wikipedia English hanno deciso che il Daily Mail è generalmente inaffidabile, e che il suo uso come riferimento va generalmente vietato, soprattutto quando esistono altre fonti più affidabili", ha detto la fondazione.


La risposta del Daily Mail non si è fatta attendere. "Per la cronaca il Daily Mail nel 2014 ha vietato a tutti i suoi giornalisti di usare Wikipedia come unica fonte a causa della sua inaffidabilità", ha detto un portavoce del quotidiano secondo quanto riportato dal Guardian. "Tutte le persone che credono nella libertà di espressione dovrebbero essere profondamente preoccupate per questo tentativo cinico e politicamente motivato di soffocare la stampa libera".

 
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giovedì 16 marzo 2017

WhatsApp più sicuro, arriva verifica a due fattori



ROMA - WhatsApp aumenta la sua sicurezza e introduce il sistema di verifica a due fattori, un meccanismo già adottato da diverse piattaforme - da Google a Twitter - che richiede un secondo metodo di autenticazione per accedere ai servizi online, ad esempio un codice inviato per sms in aggiunta alla password. Lo riporta il sito The Next Web.

Annunciata lo scorso autunno, la novità comincerà a essere disponibile gradualmente anche per gli utilizzatori della chat di proprietà di Facebook, per gli utenti di iPhone e di dispositivi Android e Windows. Nel mondo sono circa 1,2 miliardi di persone.

Su WhatsApp la doppia autenticazione funzionerà in questo modo: la prima fase consiste nel consueto accesso all'applicazione dal proprio smartphone, la seconda invece è un codice di 6 cifre che gli utenti creeranno non appena abiliteranno la funzione. Questo codice verrà richiesto una volta a settimana per accedere alla chat.

Per abilitare la funzione occorre andare in: "Impostazioni", "Account", "Verifica a due fattori" e selezionare "Abilita".

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martedì 7 marzo 2017

Pinterest lancia lo Shazam delle foto



ROMA - Quello che Shazam fa con la musica - riconoscere la canzone ascoltata, fornire titolo, artista e un collegamento per ascoltarla e acquistarla - Pinterest lo fa con le immagini, attraverso il lancio di Lens. Il nuovo strumento consente di fare ricerche visuali: basta inquadrare un oggetto con la fotocamera del cellulare per accedere a una serie di contenuti collegati, e magari al sito dove fare shopping.

Attualmente in versione beta, quindi non definitiva, per gli utenti mobili di Pinterest negli Usa, Lens si propone per diversi utilizzi. Ad esempio, spiega la società, si può inquadrare un paio di scarpe per vedere stili collegati o trovare idee su come abbinarle e suggerimenti per lo shopping, un tavolo da pranzo per vederne altri online, o un broccolo per leggere le ricette per cucinarlo.

"Per ora Lens lavora al meglio per trovare idee per decorare la casa, cose da indossare e cibo", spiega la compagnia sul suo blog. "Continuando a migliorarlo, e con più persone che lo proveranno, i risultati saranno ancora migliori, e la gamma di oggetti che Lens riconoscerà sarà sempre più ampia".

Fonte: QUI

sabato 25 febbraio 2017

Facebook, guanti per la realtà virtuale



ROMA, 11 FEB - In futuro la realtà virtuale non passerà solo dagli occhi, ma anche dalle mani, tramite cui disegnare e interagire con gli oggetti che si vedono. A questo sta lavorando Oculus, società di proprietà di Facebook, che dopo aver lanciato un visore per la realtà virtuale sta lavorando su un paio di guanti. Lo ha svelato il fondatore del social network, Mark Zuckerberg, che ha pubblicato gli scatti della sua visita al laboratorio di ricerca di Oculus. Una foto lo ritrae mentre sperimenta i guanti hi-tech.
    "Stiamo lavorando su nuovi modi per portare le mani nella realtà virtuale e aumentata", ha scritto Zuckerberg in un post.
    "Indossando questi guanti si può disegnare, scrivere su una tastiera virtuale e anche sparare ragnatele come Spider Man".
    I guanti, tuttavia, non dovrebbero arrivare sul mercato a breve. "Gli Oculus Rift sono già la migliore esperienza di realtà virtuale che si può acquistare. La tecnologia in fase di sviluppo in questo laboratorio - ha evidenziato Zuckerberg - mi fa desiderare che il futuro arrivi molti prima".

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